Il volume costituisce uno dei primi tentativi di affrontare, dal punto di vista del diritto costituzionale, il delicato tema dell’affermazione del principio d’eguaglianza nei rapporti tra privati. Nel I capitolo si dimostra come il principio d’eguaglianza si afferma nello Stato di diritto come limite ai poteri pubblici, mentre i rapporti tra privati sono lasciati alla loro regolamentazione autonoma. Nel II capitolo, alla luce del passaggio dallo Stato liberale a quello sociale, si verifica la possibilità di imporre ai privati nei loro rapporti il rispetto del principio di eguaglianza in forza dell’art. 3 Cost., giungendo a una conclusione negativa; diverso è invece il discorso per ciò che concerne la dignità della persona, il cui rispetto si impone in tutti i rapporti anche privati. Nel III capitolo si prendono in esame le disposizioni costituzionali che in specifici rapporti privati impongono direttamente o comunque consentono al legislatore di imporre il rispetto del principio d’eguaglianza (artt. 29 e 30 Cost.; artt. 4, 36 e 37 Cost.; artt. 41 e 42 Cost.; artt. 51 e 117 Cost.), come pure le prescrizioni in materia del diritto primario dell’Unione europea. Nel IV capitolo, infine, si analizza la normativa adottata, in attuazione delle disposizioni esaminate nel capitolo precedente, dal legislatore interno e da quello dell’Unione, analizzandone, anche alla luce d’importanti contributi della dottrina germanica, la compatibilità con alcuni diritti di libertà garantiti dalla Costituzione italiana.
L'affermazione del principio d'eguaglianza nei rapporti tra privati. Profili costituzionali
VARI F
2013-01-01
Abstract
Il volume costituisce uno dei primi tentativi di affrontare, dal punto di vista del diritto costituzionale, il delicato tema dell’affermazione del principio d’eguaglianza nei rapporti tra privati. Nel I capitolo si dimostra come il principio d’eguaglianza si afferma nello Stato di diritto come limite ai poteri pubblici, mentre i rapporti tra privati sono lasciati alla loro regolamentazione autonoma. Nel II capitolo, alla luce del passaggio dallo Stato liberale a quello sociale, si verifica la possibilità di imporre ai privati nei loro rapporti il rispetto del principio di eguaglianza in forza dell’art. 3 Cost., giungendo a una conclusione negativa; diverso è invece il discorso per ciò che concerne la dignità della persona, il cui rispetto si impone in tutti i rapporti anche privati. Nel III capitolo si prendono in esame le disposizioni costituzionali che in specifici rapporti privati impongono direttamente o comunque consentono al legislatore di imporre il rispetto del principio d’eguaglianza (artt. 29 e 30 Cost.; artt. 4, 36 e 37 Cost.; artt. 41 e 42 Cost.; artt. 51 e 117 Cost.), come pure le prescrizioni in materia del diritto primario dell’Unione europea. Nel IV capitolo, infine, si analizza la normativa adottata, in attuazione delle disposizioni esaminate nel capitolo precedente, dal legislatore interno e da quello dell’Unione, analizzandone, anche alla luce d’importanti contributi della dottrina germanica, la compatibilità con alcuni diritti di libertà garantiti dalla Costituzione italiana.File | Dimensione | Formato | |
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