Il saggio analizza il nesso strutturale tra sessualità e violenza contro le donne, mostrando come le molteplici forme di abuso (dalla violenza domestica allo stupro “etnico”, fino alla mercificazione dei corpi) si raccolgano attorno a rapporti storici di potere che hanno legittimato, in vari modi, l’appropriazione del corpo femminile. Dopo una descrizione del fenomeno, il contributo ne propone una lettura genealogica: la violenza è interpretata come esito patologico della tensione costitutiva tra bisogno di legame e riconoscimento dell’alterità, quando tale tensione degenera in dominio e “estorsione del riconoscimento”. In dialogo con contributi femministi e psicoanalitici (tra cui Benjamin, Chodorow, Melandri) e con riflessioni sulla costruzione culturale della maschilità (Ciccone), il saggio evidenzia come l’immaginario della potenza e la paura della differenza alimentino dinamiche di controllo e distruttività. Nella parte conclusiva, l’analisi si concentra sulla tarda modernità, individuando la perversa complicità tra due miti contemporanei – sessualità “libera” e amore romantico – che, pur opposti, possono convergere nel possesso e nella violenza. Il testo si chiude indicando la possibilità di nuove mediazioni simboliche e sociali orientate al reciproco riconoscimento tra i sessi.
Sessualità e violenza contro le donne
Zanardo S
2019-01-01
Abstract
Il saggio analizza il nesso strutturale tra sessualità e violenza contro le donne, mostrando come le molteplici forme di abuso (dalla violenza domestica allo stupro “etnico”, fino alla mercificazione dei corpi) si raccolgano attorno a rapporti storici di potere che hanno legittimato, in vari modi, l’appropriazione del corpo femminile. Dopo una descrizione del fenomeno, il contributo ne propone una lettura genealogica: la violenza è interpretata come esito patologico della tensione costitutiva tra bisogno di legame e riconoscimento dell’alterità, quando tale tensione degenera in dominio e “estorsione del riconoscimento”. In dialogo con contributi femministi e psicoanalitici (tra cui Benjamin, Chodorow, Melandri) e con riflessioni sulla costruzione culturale della maschilità (Ciccone), il saggio evidenzia come l’immaginario della potenza e la paura della differenza alimentino dinamiche di controllo e distruttività. Nella parte conclusiva, l’analisi si concentra sulla tarda modernità, individuando la perversa complicità tra due miti contemporanei – sessualità “libera” e amore romantico – che, pur opposti, possono convergere nel possesso e nella violenza. Il testo si chiude indicando la possibilità di nuove mediazioni simboliche e sociali orientate al reciproco riconoscimento tra i sessi.| File | Dimensione | Formato | |
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